Non ti scordar di te è il nome che abbiamo voluto dare alla giornata formativa

dedicata al personale sanitario che ci proponiamo di portare in giro per l'Italia.

Nata dalla collaborazione con A.C.E. Milano, Sonja Riva e Banda Sciapó,rappresenta

per noi l'attuazione pratica dei concetti esposti nel corso dell'evento per la Giornata

Giornata mondiale dell'emofilia 2019.


Nella nostra esperienza quotidiana l’emotività determina, a buon diritto e ben amministrata,

i processi di scelta. Le decisioni che prendiamo, anche quando sono rilevanti e riguardano

aspetti che mobilitano affetti ed emozioni (per esempio nell’educazione dei figli) non sono

infatti basate né esclusivamente né prioritariamente sulla razionalità.
In realtà, siamo davvero padroni delle situazioni quando riusciamo a bilanciare pulsioni

emotive e analisi razionale.
In ambito professionale tuttavia, e in particolare in quello medico, le emozioni sono bandite,

sulla base del presupposto sottinteso che la partecipazione emotiva inficerebbe scelte

razionalmente fondate. Le emozioni andrebbero quindi tenute a bada, imbrigliate dalla

mano sicura della razionalità, quasi si temesse che, aprendo un varco di legittimità,

prendano il sopravvento privandoci della capacità di assumere decisioni corrette: una

singolare irruzione del pensiero magico, come se bastasse ignorarle o negarle per

depurare i nostri comportamenti dalla loro interferenza.
Colpisce in effetti che i professionisti sanitari, esposti giornalmente alla sofferenza fisica

e morale, non abbiano un supporto, né formativo né psicologico, che collabori a un confronto

equilibrato con le inevitabili reazioni che quella esposizione suscita naturalmente nella

persona. Ciò va in direzione contraria alla costruzione di quel rapporto empatico fra medico

e paziente che pur si riconosce come elemento fondamentale del percorso di cura. Questa

vistosa mancanza conferma gli operatori del settore nell’ortodossia scientista della prassi medica,

relegando nella
semiclandestinità della sfera privata la gestione della relazione umana e delle sue implicazioni

emotive. Il burnout rappresenta la risposta più a portata di mano, ma non certo la più proficua.
Il seminario che proponiamo vuole essere un contributo a un approccio razionale agli aspetti

emotivi e allo sforzo di ricondurli all’interno della cornice professionale di un sapere (e della

prassi che ne discende) che a dispetto della deriva materialista trova la sua collocazione

naturale nelle humanities.


Sonja Riva counselor e mediatrice familiare

Durante il laboratorio esperienzale si è voluto stimolare i partecipanti proponendo un gioco

formativo. Questo tipo di attività ha lo scopo di aiutare la persona a cogliere alcuni aspetti

del proprio modo di porsi rispetto alla gestione dell'emotività all'interno di una relazione.

Essere consapevoli di una propria modalità relazionale è presupposto per la successiva

discussione in gruppo al fine di trovare eventuali strategie più funzionali. Il lavoro è stato

condotto cercando di agevolare l'espressione personale di ciascun partecipante a seconda

del proprio bisogno e volontà e la ricerca di nuovi punti di vista grazie all'apporto del gruppo.

 

 

 

 


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