12 luglio 2016


È notizia di pochi giorni fa: il TAR della Sicilia ha imposto al Ministero della Sanità di risarcire un ragazzo autistico di Agrigento che nel 2000 si sottopose alla vaccinazione trivalente, contro la difterite, la pertosse e l’epatite B.

Una sentenza che lascia per lo meno un po’ perplessi, visto che sul nesso tra autismo e vaccinazioni la scienza è stata ed è molto chiara: non esiste alcun legame causale tra loro! Questo è stato stabilito ormai 12 anni fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e ribadito poi da tutte le ricerche, analisi e metanalisi effettuate negli anni successivi in tutto il mondo. Ma questo non sembra purtroppo essere servito.

Su temi scientifici o tecnicamente complessi si riscontra infatti che i soggetti più ascoltati non siano i ricercatori e gli scienziati, bensì coloro che con la scienza e la ricerca hanno veramente poco a che fare, e che diffondono al grande pubblico notizie infondate o vere e proprie bufale. Che oggi oltre a tutto vengono amplificate in maniera impressionante sul web e sui social media, senza alcuna possibilità di limitarne la diffusione.

Ma vediamo dove nasce questa bufala sulla quale si è pronunciato il TAR della Sicilia.

Il nesso tra vaccini e autismo nacque nel 1998, quando un medico inglese del Royal Free Hospital di Londra pubblicò su una delle più prestigiose riviste mediche del mondo, uno studio che segnalava un possibile legame tra l’autismo e il vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia. Peccato che, si scoprì qualche anno più tardi, i risultati fossero stati contraffatti ad arte, e per biechi motivi economici. Il medico inglese, prima di pubblicare il suo studio nel ’98, aveva registrato la richiesta di brevetto per un nuovo vaccino contro il morbillo che avrebbe potuto fruttargli oltre 40 milioni di dollari all’anno se i vecchi vaccini fossero stati sospesi dal commercio.

Gli studi degli anni successivi in Europa e negli Stati Uniti, condotti su oltre 1,2 milioni di bambini autistici, hanno dimostrato che non esiste alcun nesso tra la malattia e le vaccinazioni. Mentre a ben vedere le conseguenze di una mancata vaccinazione sono sotto gli occhi di tutti. I numeri infatti sono abbastanza impressionanti: in Inghilterra ad esempio, dai primi anni del 2000 la diffidenza nei confronti dei vaccini ha fatto risalire i casi di morbillo, che sono passati dalle poche centinai della fine degli anni ’90, agli oltre 2 mila nel 2012. E non vaccinarsi significa un rischio non solamente per sé – o per il proprio figlio – ma anche per gli altri bambini che vivono nella comunità.

Forse, come abbiamo già avuto modo di scrivere sulle pagine della nostra newsletter in passato, prima di prendere delle decisioni importanti si dovrebbe fare maggiore affidamento alla ricerca scientifica e alle affermazioni degli scienziati. Soprattutto se i risultati sono unanimi in tutto il mondo.

 

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