15 dicembre 2015


In un momento di grande cambiamento e di scelte importanti per il nostro futuro, dove la crescita della popolazione rende le risorse sempre più scarse, il mondo delle imprese deve essere in grado di innovarsi, affrontare il futuro in maniera diversa e sposare sempre più il concetto di sostenibilità, non solo per ragioni etiche ma anche per sviluppare meglio il proprio business.

Un’impresa è realmente sostenibile se si considera come parte stessa di una comunità, e come tale si impegna affinché tutti i suoi membri progrediscano armoniosamente. Per questo deve utilizzare in maniera diversa la ricchezza in eccesso che ha creato rispetto a quanto è necessario per il proprio sviluppo competitivo. L’impresa deve in questo modo far proprio il principio filantropico della “buona cittadinanza” che di fatto rappresenta l’output principale alla sostenibilità.

La parola filantropia deriva dal greco e significa “amore per il genere umano”: non è infatti semplice beneficenza, né consiste esclusivamente in una serie di donazioni nei confronti dei più sfortunati, ma è invece volontà di uno sviluppo concreto e cambiamento. Da non confondersi con carità, che è invece l’azione che tende a supplire alla carenza di bisogni primari. La centralità del comportamento personale rafforza la connessione tra filantropia e responsabilità sociale, infatti l’impegno di un’impresa a essere sostenibile dipende in primo luogo dal coinvolgimento dei suoi singoli membri, a partire dal management o dalla proprietà.

Ci sono due modalità in cui le strategie di sostenibilità possono avere un effetto filantropico: la prima è rivolta al rafforzamento del tessuto socio economico locale in cui l’impresa si trova a operare; la seconda è il sostegno alle organizzazioni che si sono date la missione di agire a favore dei più deboli e di cercare di risolvere i problemi di natura sociale o ambientale, in genere sostituendosi o integrando l’azione del Soggetto pubblico. In questo secondo ambito, l’impresa sostiene tali organizzazioni, sposandone in un qual modo la filosofia, attraverso l’apporto di risorse finanziarie, competenze manageriali o capacità comunicazionale.

Grazie a questo apporto le realtà del cosiddetto “terzo settore” possono potenziare la loro sfera di azione, ampliando e migliorando la qualità dei propri interventi. In questo modo il profitto di un’impresa aumenta la crescita non solo di se stessa, ma anche di chi migliora le condizioni dei meno fortunati e genera benessere diffuso ed equità sociale, a livello locale, nazionale o internazionale.

 

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