16 novembre 2015


Il 2 novembre scorso si è svolta la Maratona di New York: 42 chilometri tra i grattacieli e le strade della Grande Mela. Quasi 50.000 partecipanti, di cui oltre 2.000 italiani, e tra questi i nostri 5 atleti e i loro accompagnatori, che hanno partecipato all’importante evento proprio grazie a Fondazione Paracelso.

Il primo atleta, il keniano Stanley Biwott, giunge al traguardo in 2h10'34''. Un tempo “stratosferico” per i comuni mortali.

I nostri raggiungono Central Park dopo qualche ora dal vincitore. Ma non è il tempo che importa. Quello che è fondamentale è che ce l’hanno fatta! Degli emofilici, alcuni affetti da emofilia A grave o che hanno subito interventi di protesi all’anca o al ginocchio, sono riusciti a compiere un’impresa impensabile solo un decennio fa. Una prestazione resa possibile grazie alle nuove cure, al diverso rapporto medico-paziente e a un anno di allenamenti intensivi.

Vediamo cosa hanno avuto da dire i nostri atleti al termine della maratona: Simone Scarlato, il primo dei nostri, giunto al traguardo in 5h44’15”: "Un'esperienza unica. Avevo provato più volte ad immaginarla prima di partire ma nulla è come viverla. Torno a casa consapevole che la forza di volontà e il cuore vanno oltre l'immaginazione...".

Salvo Anzaldi (6h00’17”): "Un’esperienza fortissima, vissuta come il meritato premio dopo un anno di preparazione intensa. Oltre a correre, lungo le strade di New York ho fatto di tutto per godermi i colori della città e il calore della gente. Ce l'ho fatta grazie all'allenamento che, al mio rientro in Italia, mi ha permesso di tornare alla vita di tutti i giorni senza accusare nessuna conseguenza”.

Gianluca Teraschi (6h09’32”): “Vorrei ricordare questa esperienza con tre grazie: a chi mi ha incoraggiato lungo le strade di NY per 42 km, anche se non mi conosceva, e a chi mi seguito da casa: entrambi sono stati il motore che mi ha spinto soprattutto negli ultimi chilometri. Agli amici che ho conosciuto in questi mesi di allenamento, che hanno corso con me, che hanno condiviso la fatica e la gioia di un evento unico”.

Alberto Audisio (6h27’15”): "Dopo un lungo anno di faticosi allenamenti e sacrifici sotto molti aspetti, l'emozione più grande è stata vivere quest'esperienza con serenità e capire che la mia/nostra maratona era già stata vinta lungo tutto il percorso che ci ha portato ad attraversare l'area di NY in lungo e in largo! Certo, avercela fatta tutti a tagliare il traguardo è un'ulteriore riprova che con le giuste accortezze siamo pronti ad affrontare qualsiasi sfida!".

Roberto Centurame (8h37’27”) “Ti fai un programma mentale per il giorno della maratona e, proprio quel giorno, appena parti lo perdi. Sei costretto a camminare, e quando il tuo fisico e le articolazioni rovinate non ce la fanno più, è proprio in quel momento che la forza della mente ritorna e ti trascina fino all’arrivo”.

Dopo questo grande successo, Fondazione Paracelso si augura che questo sia solo il primo passo di un lungo cammino che porterà tanti altri emofilici a trovare la forza per realizzare i propri sogni.

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