18 luglio 2017

 

La Commissione Europea ha adottato a fine giugno 2017 un nuovo piano d’azione per combattere la resistenza antibiotica sia nell’uomo sia negli animali. Secondo i dati presentati a Bruxelles la resistenza agli agenti patogeni provoca ogni anno nell’UE circa 25.000 decessi.

Il nuovo Piano d’azione quinquennale, che segue quello 2011-2016, si è reso necessario a causa dell’uso eccessivo e improprio di antibiotici negli esseri umani, il loro abuso negli allevamenti animali e le condizioni di scarsa igiene nelle strutture sanitarie o nella filiera alimentare. Anche la mancanza di consapevolezza rimane un fattore chiave: il 57% dei cittadini europei non sa che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e il 44% non è consapevole che non hanno effetto contro il raffreddore e l'influenza.

Il nuovo piano stabilisce un quadro globale per un’azione più ampia intesa a ridurre la comparsa e la diffusione della resistenza antibiotica e a migliorare lo sviluppo e la disponibilità di nuovi farmaci efficaci all'interno e all'esterno dell'UE, concentrandosi su risultati concreti e misurabili.

Nel piano sono incluse le linee guida per promuovere un uso prudente degli antibiotici nelle persone, destinate a tutti gli attori: medici, infermieri, farmacisti, direttori sanitari e altri soggetti che svolgono un ruolo nell’uso degli antimicrobici. Le linee guida integrano gli orientamenti in materia di prevenzione e controllo delle infezioni che possono esistere a livello nazionale.

Il piano prevede inoltre più di 75 azioni articolate in tre pilastri principali.

Il primo pilastro ha come obiettivo di fare dell'UE una regione in cui si applicano le migliori pratiche.

Il secondo pilastro è orientato a promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, al fine di fornire un contributo prezioso per l’elaborazione di strategie e provvedimenti giuridici basati su dati scientifici.

Il terzo pilastro infine ha come obiettivo di definire un programma internazionale in cooperazione con le diverse organizzazioni operanti nel settore, oltre a intensificare la cooperazione con i paesi in via di sviluppo più colpiti. L’Unione Europea infatti, essendo uno dei maggiori mercati di prodotti agricoli, può svolgere un ruolo importante e promuovere tra i propri partner commerciali le norme e le misure più idonee per far fronte alla resistenza antibiotica.

 

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