17 gennaio 2017

 

Il 13 gennaio scorso il Premier Gentiloni ha firmato il Decreto sui nuovi Lea – Livelli essenziali di assistenza, che sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire a tutti i cittadini, con le risorse pubbliche, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Il nuovo testo sostituisce integralmente i vecchi Lea del 2001 ma, mentre il precedente Decreto ne riportava solamente una revisione generica, quello appena approvato è da intendersi come la fonte delle attività e dei servizi che sono garantite da SSN.

La firma del provvedimento ha avuto riscontri positivi da parte di molti esponenti politici e operatori del settore. Per tutti, riportiamo quello della Senatrice Nerina Dirindin, che ben conosciamo perché nel 2015 è stata nostra ospite alla Giornata mondiale dell’emofilia.

"È un' ottima notizia per la sanità italiana, ora subito gli altri provvedimenti necessari perché i nuovi Lea diventino immediatamente operativi sul territorio. I nuovi Lea - sostiene la Senatrice Dirindin - rappresentano un primo importantissimo passo, atteso da 15 anni. Ora si passa alla fase più delicata che è quella di dar loro gambe sul territorio e bisogna farlo con la massima attenzione affinché gli oneri e gli adempimenti previsti non rappresentino un carico per i cittadini… Oggi possiamo comunque dirci soddisfatti perché abbiamo un provvedimento che guarda al futuro consapevole della responsabilità di garantire ad ogni cittadino la tutela della salute e della cura".

Ma cosa contiene il nuovo Decreto? Senza entrare nei dettagli delle 39 pagine firmate dal Premier, le modifiche principali riguardano: le attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini dal SSN. Vengono inoltre ridefiniti e aggiornati gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione, e sono innovati i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, alla luce delle nuove scoperte e dei passi avanti della medicina di questi ultimi anni.

Per quanto riguarda le malattie rare, ad esempio, il provvedimento prevede un consistente ampliamento del loro elenco, realizzato mediante l’inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie.

Sempre a titolo di esempio, vengono introdotte numerose procedure diagnostiche e terapeutiche che fino ad ora venivano considerate sperimentali, oppure erano eseguibili solo in regime di ricovero, ma che oggi sono entrate nella pratica clinica corrente e possono essere erogate in ambito ambulatoriale, così come è stato rivisto l’elenco delle prestazioni di genetica e delle patologie per le quali è necessaria l’indagine su un determinato numero di geni, così come è stato introdotta la consulenza genica per spiegare al paziente il perché e il significato di un determinato test.

 

 

Per leggere in dettaglio i contenuti del nuovo DPCM, scarica il documento.

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