27 ottobre 2016

 

 

Il prossimo 8 novembre il popolo americano si troverà ad eleggere il suo 45° Presidente. La lotta serrata tra Hillary Clinton e Donald Trump è ormai alla fine, e proprio in questi giorni il candidato repubblicano sta attaccando la sua avversaria sulla riforma sanitaria di Obama che, per la prima volta, ha permesso l’accesso alle cure a una larga parte della popolazione meno abbiente negli Stati Uniti.

Dal momento che questa riforma non si è ancora completata – esiste infatti ancora un 10% della popolazione più povera (circa 28 milioni di cittadini al di sotto dei 65 anni) che non ha accesso alle cure – cosa succederà dopo le elezioni?

Se dovesse vincere Trump la risposta è semplice: la riforma di Obama sarà completamente cancellata, e si ritornerà a una sanità fruibile solamente per persone ricche.

Se vincesse la Clinton invece avverrà un forte cambiamento nella direzione della copertura sanitaria universale.

Con la riforma di Obama – scrive infatti la Clinton in un recente articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine – 20 milioni in più di Americani hanno avuto la copertura assicurativa sanitaria, tra cui 3 milioni di afro-americani, 4 milioni di ispano-americani e 8 milioni di minori. Inoltre, grazie all’accesso gratuito ai programmi di prevenzione (vaccinazioni e screening oncologici) tutti gli americani hanno adesso hanno un’assistenza sanitaria migliore e più forte.

Tuttavia, nonostante i progressi, abbiamo importanti sfide da superare. Gli Americani pagano troppo e sempre di più di tasca propria mentre il sistema sanitario è eccessivamente frammentato e stratificato. Noi dobbiamo rendere il sistema assicurativo più economico in modo che tutte le persone possano avere accesso alle cure di cui hanno bisogno. Noi dobbiamo rompere le barriere e garantire equità nell’assistenza sanitaria tra le varie comunità. Noi dobbiamo espandere Medicaid in tutti gli Stati in modo che non ci siano differenze nella copertura assicurativa in relazione al reddito e al luogo di residenza. E infine dobbiamo mettere più risorse nella ricerca scientifica riguardo alle malattie del nostro tempo. Come Presidente io mi batterò perché ogni americano abbia accesso a un’assistenza sanitaria abbordabile e di qualità, indipendentemente dal luogo di residenza, dal reddito e dalla sua storia di salute. La salute deve essere un diritto e non un privilegio”.

Ma qual è il programma della candidata democratica? Innanzitutto migliorare la riforma di Obama per raggiungere la copertura universale, lavorare per riuscire a diminuire i costi, sviluppare attività collegate alla prevenzione, alle cure primarie e ai servizi di salute mentale, attraverso un’effettiva partecipazione delle comunità, e infine investire in ricerca nel settore delle Scienze della vita, in modo da trovare nuove soluzioni terapeutiche.

Ci sembra inutile dire da che parte stiamo…

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