14 luglio 2015


Prima della Grecia, gli immigrati!

Fino a qualche settimana fa i nostri giornali e telegiornali erano pieni di notizie riguardanti l’”invasione” dei migranti nel nostro Paese. L’uso da parte dei nostri giornalisti di termini bellici – invasione appunto, ma anche assalto, occupazione o sbarco – rappresentano molto bene l’ottica dalla quale i media trattano il problema. Le immagini dei barconi affollati e quelle della povera gente che scende dalle navi con pochi stacci addosso accompagnano le notizie sull’arrivo dei migranti sulle nostre coste e del loro ingresso sul territorio italiano, relegando di fatto la notizia a un problema di ordine pubblico per il nostro Paese, facendo del tutto dimenticare che si tratta di persone con una loro storia – a volte tragica – e una loro dignità.

A questo molto spesso si aggiungono i “pericoli” per la salute dei cittadini italiani. Come se queste ondate migratorie nascondessero chissà quali malattie pronte a contagiare i nostri concittadini. Molti giornalisti e media italiani sembrano animati da un’affannosa e maniacale vigilanza sui rischi di chissà quale contagio rispetto ai nuovi arrivi di migranti, e sono pronti a creare un clima di reticenza e di rifiuto verso delle persone che fuggono da guerre e miseria.

L’Associazione Carta di Roma, nata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, e siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008, raccoglie e censisce gli articoli stampa e i servizi delle televisioni che riguardano i temi dell’immigrazione, con l’obiettivo di “evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte e comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati”. E se c’è un ambito nel quale tale indicazione viene più spesso disattesa è quello delle notizie riguardanti la salute.

Nel corso del 2014, quando c’è stata in Africa la diffusione del virus Ebola, sui media italiani c’è stato il proliferare di articoli allarmistici per l’arrivo insieme ai profughi di virus e malattie le più varie, dall’Ebola ovviamente, alla febbre emorragica, alla TBC, al vaiolo.

Alcuni titoli di articoli di quotidiani censiti dall’Associazione Carta di Roma parlano da soli: “Forse un caso di vaiolo tra i migranti” (Gazzetta del Sud), “Dalla febbre emorragica all’influenza aviaria” (La Sicilia), “Immigrati, aumentano le infezioni” (Gazzetta del Mezzogiorno, Campania), “Rezza: migrazioni, rischio contagi l’Italia tiene alta la sorveglianza” (Il Mattino), “Allarme virus killer, Ebola o vaiolo su un’altra nave” (La Repubblica), “Scabbia, lebbra e perfino ebola: se il contagio mortale viene dal mare” (Il Tempo). Questi allarmi vengono spesso puntualmente smentiti il giorno successivo dalle stesse testate, ma l’allarme è comunque stato creato.

Da quanto emerge dall’analisi dei media, una parte dei giornalisti e delle testate italiane sembrano animate da un’affannosa voglia di creare la notizia allarmistica cercando di incutere timore e paure ancestrali rispetto ai nuovi arrivi di migranti, mentre si mostrano totalmente incuranti o incapaci di comprendere i rischi per la salute pubblica che il mancato accesso alle cure agli irregolari potrebbe comportare. Un esempio concreto e recente: molta enfasi ad alcuni casi di scabbia riscontrati nei migranti giunti il mese scorso alla Stazione Centrale di Milano; poco risalto al fatto che l’ambulatorio mobile per visitare i migranti fosse insufficiente per il numero di persone presenti e che sia stato confinato fuori della Stazione, al sole e senza protezione.

Senza contare la speculazione politica sul tema dei migranti. Ma questa è un’altra storia.

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