17 giugno 2014


Resilienza è un termine derivato dalla scienza dei materiali e indica la proprietà che alcune sostanze o alcuni oggetti hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione. In psicologia questo termine sta a indicare la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici riorganizzando in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà.

Le persone con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare con successo gli ostacoli e a dare nuovo slancio alla propria esistenza. Esse tendenzialmente sono ottimiste, flessibili e creative; sanno lavorare in gruppo e fanno facilmente tesoro delle proprie e delle altrui esperienze. Ma non si nasce resilienti: non è infatti una caratteristica che è presente o assente in un individuo. La resilienza è fatta di comportamenti, pensieri e azioni che possono essere appresi da chiunque. Bisogna essere disposti a mettersi in gioco, pensare che si sta sbagliando e capire che si può cambiare rotta per stare meglio. Non bisogna pensare che essere resilienti significhi non avere stress o non provare dolore davanti a eventi traumatici. Al contrario bisogna essere disponibili a reagire.

Conoscere l'esperienza che le persone affette da una malattia associano alle attività quotidiane e le loro modalità di interazione con le opportunità ambientali può evidenziare risorse e potenzialità individuali, enfatizzare carenze e offerte dell'ambiente, valorizzare l'apporto che il singolo può fornire al contesto culturale in cui vive.

Proprio da questi concetti nasce il progetto “resilienza” di Fondazione Paracelso: uno studio, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, per valutare come le persone affette da emofilia reagiscono alla malattia. In 5 regioni italiane, con l’aiuto dei Centri Emofilia, verranno coinvolti pazienti suddivisi per fasce di età in funzione delle diverse tipologie di trattamento succedutesi negli ultimi 50 anni. A ciascuno verrà sottoposta un’intervista semi-strutturata qualitativa e una serie di domande aperte redatte secondo alcune procedure correntemente impiegate nella ricerca psicologica.

In particolare le interviste verteranno su cinque tematiche principali:

  • la dimensione individuale,
  • la dimensione familiare,
  • la dimensione di comunità,
  • la qualità della vita,
  • le aspettative sul progetto di ricerca.


Attraverso l’indagine sarà possibile valutare la percezione del benessere e della qualità della vita dei partecipanti, con l’obiettivo di sviluppare linee guida utili allo sviluppo di programmi di intervento centrati sulle risorse individuali e non sulle aspettative sociali.


 

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